Benvenuti nel blog di e-collective, associazione culturale impegnata nella promozione di progetti ed eventi artistico-educativi e nella mediazione del patrimonio culturale. E' attiva su tutto il territorio italiano.
Ossona (MI) 10-24 Novembre, 1-15 Dicembre 2011
A pochi chilometri dal più importante museo di Design in Italia, il Triennale Design Museum, e-collective e associazionedidee propongono una riflessione pratica sull’incontro tra la creatività applicata all’industria e il think green. Durante i 4 incontri che si sono svolti tra Novembre e Dicembre in una scuola media di Ossona, il tema è stato affrontato in tutti i suoi aspetti e diviso in sezioni tematiche.
Ringraziamo Antonio Piccirillo - industrial designer - per la collaboraqzione e la consulenza.
Nascita del design moderno
UN MODO DI ABITARE AL PASSO CON I TEMPI
(WALTER GROPIUS, 1919)
Nel primo incontro i ragazzi e gli educatori hanno avuto modo di conoscersi a partire dalla condivisione di un’esperienza manuale avente come oggetto i noti Bloxes: i piccoli cubi in cartone ondulato che sfruttano il principio dell’interbloccaggio e possono trasformarsi in utili e resistenti oggetti d’arredamento, prestandosi di volta in volta a riassemblaggi funzionali alla creatività e alle esigenze di chi li usa. I Bloxes sono serviti da spunto, pratico e teorico, per sviluppare una riflessione sul concetto di forma-funzione, di ripetizione modulare della stessa e dunque di serialità, utile introduzione al tema della nascita e dell’evoluzione del Design Moderno, nonché delle sue applicazioni. A seconda delle conoscenze già precedentemente acquisite dai ragazzi e soprattutto della loro curiosità verso l’uno o l’altro aspetto dell’argomento, sono state fornite coordinate storiche e geografiche sul design moderno e i suoi protagonisti. In particolare si è dato ampio spazio a un dibattito sul modo in cui l’artigianato prima e l’arte poi hanno sposato la produzione industriale di massa, analizzando concetti come il bello e l’utile, soprattutto in relazione all’universo estetico post-industriale.
Cultura del progetto e design primario
STRUTTURA MONTABILE E SMONTABILE IN VARIE COMBINAZIONI. ABITACOLO È UNA STRUTTURA ABITABILE, UN SUPPORTO QUASI INVISIBILE PER IL PROPRIO MICROCOSMO. PESA 51 CHILI E PUÒ PORTARE ANCHE VENTI PERSONE.
(BRUNO MUNARI, 1971)
Riprendendo i concetti-chiave emersi nell’incontro precedente e sviluppati attraverso le impressioni e i pensieri maturati dagli studenti, nel secondo incontro si è fatto un ulteriore passo avanti nella storia del design, con particolare riguardo alla cultura del progetto da un punto di vista sociale e non solo da quello delle sue relazioni con l’industria. Facendo riferimento alla revisione delle convenzioni razionalistiche e funzionaliste operate dalle cosiddette Avanguardie Radicali degli anni Settanta, abbiamo parlato della fine di una fase storica in cui la cultura del progetto faceva da puntello all’illusione di una crescita infinita a progressiva del benessere. Viceversa il cosiddetto Design Primario o soft è stato proposto come punto di riferimento di una progettazione che tiene conto delle qualità trascurate dell’oggetto industriale, come ad esempio il colore, le rifiniture superficiali e le qualità tattili. Infine è stato dato un accenno all’introduzione di norme e criteri produttivi volti a regolare gli standard qualitativi dei prodotti come il marchio Ecolabel (Regolamento CE n. 66/2010): una certificazione che viene concessa a quei prodotti che, lungo le diverse fasi del ciclo di vita, rispettano criteri ecologici e prestazionali stabiliti a livello europeo e che riguardano l’estrazione delle materie prime, la selezione dei fornitori, i processi di lavorazione, imballaggio, distribuzione, utilizzo e smaltimento. Il tutto convertito in esempi concreti e dimostrazioni pratiche, intese non solo a titolo esemplificativo, ma come supporto tangibile della fase di progettazione vera e propria, che ha visto i ragazzi -divisi in gruppi- confrontarsi su varie ipotesi di aula verde.
Artigianato e Innovazione
IL DESIGN È UNA FORMA STRATEGICA DELL'INDUSTRIA. È UN'ENERGIA CRITICA CHE GLI PERMETTE DI ESPANDERSI NEI TERRITORI DELL'IMMAGINARIO, CHE SONO GLI UNICI TERRITORI VUOTI DENTRO AI GRANDI MERCATI SATURI, DENTRO AI QUALI TUTTO È GIÀ STATO PENSATO E TUTTO È GIÀ STATO PRODOTTO.
(ANDREA BRANZI, 2006)
Gli ultimi due incontri sono stati interamente dedicati alla progettazione dell’aula verde, anche previo utilizzo di supporti multimediali. I ragazzi dunque hanno avuto modo di conoscere le qualità dei materiali e degli oggetti e di comprendere come questi possano essere modificati e interpretati a seconda dei propri bisogni e soprattutto della propria creatività. Tenendo presente la particolarità della struttura industriale italiana - che considera l’artigianato come “laboratorio di ricerca” (Branzi) e non come antagonista - l’idea chiave alla base di questa fase operativa, è appunto quella dell’ innovazione, intesa come ricerca di nuove alchimie fra materiali e strumenti con un diverso grado di complessità ed elaborazione, che dunque si prestano ad un’interpretazione personale. È proprio a partire da tale interpretazione, intesa come lettura critica dell’ambiente - nostra primaria fonte di conoscenza - che ci si propone di indicare ai ragazzi la strada di un esercizio critico della propria libertà creativa, la possibilità di essere artefici e non consumatori. Non a caso la valorizzazione identitaria e culturale, connessa alla stessa adattabilità e versatilità degli oggetti, è uno dei criteri guida della sfida dell’innovazione green oriented, così come del low cost e della valorizzazione del genius loci.
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