Benvenuti nel blog di e-collective, associazione culturale impegnata nella promozione di progetti ed eventi artistico-educativi e nella mediazione del patrimonio culturale. E' attiva su tutto il territorio italiano.
Ci è piaciuta talmente tanto la testimonianza di Bianca sul corso in Educational Management presso il centro culturale Sepik di Putignano, che abbiamo deciso di pubblicarla qui sul nostro blog per condividerla con tutti voi!
Grazie a Bianca M. Fusco e grazie a tutti quelli che hanno preso parte a questa meravigliosa esperienza!

...provo a ricollegare i pensieri, ma più che un filo logico inanellato di pensieri ho belle istantanee e schizzi e installazioni artistiche nella testa, così proverò a mostrarvele.
Un bambino in un asilo Montessori impila tanti cubi rosa di varie dimensioni uno sull'altro in ordine decrescente: ogni tanto fa un errore, poi con pazienza e tranquillità lo corregge. Non sta costruendo qualcosa, sta costruendo sè stesso. Ha un maestro interiore che lo guida e fiducia in ciò che fa. Noi abbiamo un maestro calmo e chiaro, io spero un giorno di essere così.
Un signore con i capelli bianchi che si chiama Bruno Munari insegna a un gruppo di bambini come costruire un albero con tre dita e uno spago modellabile. Dice e fa vedere che l'albero non è sempre dritto, può essere curvato dal vento, oppure può essere distrutto a metà da un fulmine, ma è sempre lo stesso albero.
CasaCava, bellissima anche se non c'ero.
Un ragazzo con la maglietta dell'argentina (porta fortuna! ma qui confondo tempi e situazioni:)) spiega le buone prassi di buon senso e le sunday suppers con esempi esilaranti che vedono coinvolti Domenico Maggipinto e il vicino del piano di sopra.
Una ragazza mette su Topicalia di Caetano Veloso e tutto il Sepik comincia a danzare mentre costruiamo un nastro di Moebius con carta forbici e colori, e io mi sento di nuovo felice come quando sei piccola e non hai altre preoccupazioni nella vita che usare bene il punteruolo lungo tutto il contorno tratteggiato sul cartone.
Una fantastica artista illustra una sua opera descrivendola come "uno strano mix tra mia sorella e mia madre ma più a forma di pollo". E poi mi incanta con "sole a mezzanotte", questa cullante e inquietante giostra-carillon che in un angolo della mia mente non ha smesso di girare.
Una storia d'amore sulle parole che vorrei rileggere ancora e ancora e ancora.
Il gioco di estrarre da una scatola parole ritagliate dai giornali e attaccarle su una cartolina pensando a un messaggio in bottiglia per il futuro.
Una ragazza con le bacchette nei capelli e un'altra con un nome fantastico e sognante quasi esotico che insegnano come "prendersi cura di educare all'arte" e si prendono cura anche di me in un momento di panico.
Un workshop tra nonni che non sentono, ciambelle all'arancia, fiabe che offrono strumenti per affrontare la vita, presidentesse che ignorano di essere ostaggi, bambine che dicono "facciamo una foto facciamo una foto" e altre che propongono di pestacartarci:).
E poi e poi e poi la consapevolezza che "quello didattico non è un servizio aggiuntivo, ma prioritario" e che "insegnare l'autonomia significa insegnare la libertà", e che " è tempo che la classe creativa cresca e assuma le sue responsabilità. Prima però dobbiamo capire chi siamo.". Io so di essere una che trae buona parte dell' energia dagli incontri e dagli scambi, e mi sento davvero viva solo quando percepisco chiaramente che qualcosa di umano e profondo viene condiviso. Sono stata molto bene con tutti voi, vi ringrazio. :-*